Uso del ciuccio: possibili conseguenze sullo sviluppo della bocca

Uso del ciuccio: possibili conseguenze sullo sviluppo della bocca

Una delle domande più ricorrenti dei neogenitori riguarda l’utilizzo del ciuccio per i bambini: ci si chiede se è pericoloso, se provoca danni, se è normale che i neonati lo richiedano e se apporta benefici.
Sono tutti dubbi assolutamente leciti, visto che la questione genera opinioni contrastanti anche tra specialisti e spesso ci si affida a opinioni non validate da studi o da pareri di esperti in materia.

Nello sviluppo della bocca, il ciuccio ha pro e contro. È essenziale monitorare la situazione e affidarsi al pediatra per valutare il caso specifico.
In questo approfondimento vedremo da dove nasce l’esigenza del ciuccio da parte del neonato e come gestire il suo utilizzo. Faremo inoltre una panoramica sulle possibili conseguenze dell’utilizzo prolungato del ciuccio sui denti e sullo sviluppo del cavo orale.

 

Il ciuccio: cos’è e a cosa serve

Il ciuccio è uno strumento che nella forma ricorda il capezzolo materno e risponde all’istinto naturale del bambino di succhiare. La suzione è infatti un meccanismo che il neonato acquisisce già durante la gravidanza ed è la sua principale attività nei primi mesi di vita, perché gli permette di nutrirsi e di sentirsi accudito. Il bambino inoltre istintivamente continua a muovere la bocca anche quando non sta mangiando, per familiarizzare con il mondo che lo circonda.
Il succhietto dunque prolunga l’attività di contatto con la realtà e la possibilità di ripetere un’azione che il neonato avverte come rassicurante, lo tranquillizza. L’effetto calmante del ciuccio trova riscontro anche dal punto di vista linguistico. In inglese il ciuccio è infatti chiamato “pacifier”, letteralmente “pacificatore”, proprio per sottolinearne l’effetto consolatorio.

 

Utilizzo del ciuccio: si può?

Il ciuccio, alla luce di quanto analizzato nel precedente paragrafo, si può dunque utilizzare, tenendo sempre presente le ragioni del suo utilizzo, ossia quello di un effetto rasserenante e non di un palliativo in caso di pianto, e di sostituire il modello in base alla crescita. Nei primi mesi è infatti consigliato il ciuccio a ciliegia, che imita proprio il capezzolo; per i mesi successivi è indicato il ciuccio anatomico, che si adatta al cavo orale.
Unico limite al ciuccio è nel primo mese di vita: i pediatri consigliano di aspettare che il neonato si abitui all’allattamento prima di proporgli uno strumento artificiale che imita il capezzolo.

 

I benefici del ciuccio

L’American Academy of Pediatrics nel 2016 ha inserito l’offrire il ciuccio per dormire tra le misure per prevenire la SIDS, ossia la morte in culla. Tali linee guida sono state poi adottate anche dal sistema sanitario italiano.
La suzione durante il sonno ha infatti effetti benefici sulla respirazione e recenti studi dell’Università dell’Insubria confermano non solo che utilizzare il ciuccio durante il sonno consente una riduzione di apnee e ipopnee, ma è utile per la respirazione anche quando i bambini sono in stato di veglia attiva fino ai due anni. Utilizzare il ciuccio è dunque benefico sia perché ha un effetto calmante sia perché aiuta nella corretta respirazione.
Non bisogna però utilizzarlo aggiungendo miele o sostanze zuccherine per renderlo più piacevole, perché diventerebbe dannoso per denti e gengive.

 

Quando si deve togliere il ciuccio

La maggior parte dei pediatri concorda nel procedere con gradualità all’eliminazione del ciuccio indicativamente tra i 12 e i 18 mesi, valutando sempre caso per caso.
Le linee guida dell’American Academy of Pediatric Dentistry sulla prevenzione della SIDS, in merito alle conseguenze dell’utilizzo del ciuccio, dichiarano che se il bambino lo elimina tra i 12-18 mesi, le probabilità che il morso si normalizzi con la crescita sono molto alte. Dopo i 4 anni invece sale il rischio di sviluppare problemi dentali con conseguenze a lungo termine.

 

Uso prolungato del ciuccio: le conseguenze per lo sviluppo della bocca

Utilizzare a lungo il ciuccio può però pregiudicare lo sviluppo del cavo orale con conseguenze anche importanti.
Ecco un elenco dei possibili effetti sulla salute della bocca:

  • lingua: la punta della lingua potrebbe con il tempo diventare ipotonica causando la pronuncia scorretta di alcuni suoni; l’uso prolungato del ciuccio inoltre può portare a una scorretta posizione della lingua con probabilità di sviluppare deglutizione atipica;

  • palato: la presenza del ciuccio tra lingua e palato compromette la sua espansione. La lingua svolge infatti un compito molto importante: espandere il palato per adattare l’arcata superiore a quella inferiore;

  • denti: la suzione spinge in avanti l’arcata superiore e ciò provoca una sporgenza dei denti superiori maggiore rispetto a quelli dell’arcata inferiore;

  • carie e gengiviti: bagnare il ciuccio con miele e sostanze zuccherine provoca l’insorgenza di carie e gengiviti anche in bambini molto piccoli (ci sono casi in bambini di 3 anni).

La gravità dei disturbi indicati varia in base a numerosi fattori: durata dell’utilizzo del ciuccio, intensità e caratteristiche del bambino.
Il consiglio è di rivolgersi sempre a specialisti, come l'odontoiatra pediatrico, per dipanare ogni dubbio ed effettuare una visita specifica sul paziente.

 

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